Conclusa la NbS Week 2026 dell’NbS Italy Hub. Ricerca, istituzioni e amministrazioni a confronto sulle soluzioni basate sulla natura per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e progettare paesaggi e città più resilienti
Si è svolta a Bari la NbS Week 2026 dell’NbS Italy Hub, la rete nazionale dedicata alla promozione delle Nature-based Solutions (NbS). Dal 6 all’8 luglio, l’Annual Meeting dell’Hub ha riunito ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, amministratori pubblici, professionisti e organizzazioni impegnati nello sviluppo di soluzioni basate sulla natura per affrontare le principali sfide ambientali del nostro tempo, mentre dall’8 al 10 luglio, il Bootcamp ha creato uno spazio di confronto orientato alla definizione di percorsi di transizione verso realtà più resilienti e inclusive.
Ospitato dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, e organizzato in collaborazione con l’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IRET, coordinatore dell’Hub), l’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle strategie necessarie per aumentare la resilienza di città e territori agli effetti dei cambiamenti climatici, favorendo il dialogo tra ricerca scientifica, governance e pianificazione territoriale.
Il tema scelto per l’edizione 2026 dell’Annual Meeting, “Progettare con l’acqua: Nature-based Solutions per paesaggi e città resilienti”, ha posto al centro il ruolo dell’acqua come elemento chiave nella progettazione di sistemi urbani e territoriali più sostenibili. Durante la giornata del 7 luglio si sono alternati interventi di esperti provenienti da università, enti di ricerca, organizzazioni internazionali, istituzioni italiane locali, regionali e nazionali, ed europee. che hanno offerto un quadro aggiornato sullo stato dell’arte delle NbS in Italia e in Europa. Tra i principali temi affrontati figurano la gestione del rischio alluvionale e delle acque meteoriche, la resilienza delle aree costiere, il ruolo delle infrastrutture verdi e dei parchi urbani nella regolazione del ciclo idrico e il rafforzamento degli strumenti normativi e di governance, con particolare attenzione al nuovo standard europeo EN 18140 sulle NbS e alle politiche europee per il ripristino della natura. Nel corso delle sessioni parallele, organizzate nel pomeriggio, i partecipanti hanno condiviso esperienze progettuali, casi studio e buone pratiche provenienti da diverse realtà italiane, evidenziando come le NbS rappresentino strumenti concreti per ridurre il rischio idrogeologico, contrastare l’erosione costiera, migliorare la qualità della vita nelle città e aumentare la capacità degli ecosistemi di adattarsi ai cambiamenti climatici.
La giornata dell’8 luglio ha consentito ai partecipanti di osservare direttamente alcuni esempi di applicazione delle NbS in Puglia attraverso un field tour dedicato a interventi di ripristino di sistemi dunali costieri a Marina di Castellaneta (TA) e di gestione sostenibile delle acque meteoriche in ambito periurbano a Martina Franca (TA). Le visite hanno evidenziato come la collaborazione tra ricerca, amministrazioni locali e progettazione territoriale possa tradurre le conoscenze scientifiche in interventi concreti capaci di generare benefici ambientali, sociali ed economici.
“Durante l’evento – ha riportato Chiara Baldacchini, Università degli studi della Tuscia e vicecoordinatrice dell’Hub – è emersa l’esigenza di una regolamentazione uniforme a scala regionale e locale in merito all’utilizzo di nature-based solutions nella progettazione e pianificazione. Allo stesso tempo, è stata sottolineata la carenza all’interno degli enti locali di personale adeguatamente formato. Nel prossimo futuro, l’NbS Italy Hub si impegnerà su entrambi questi fronti, con l’obiettivo specifico di supportare l’implementazione della Nature Restoration Regulation. In particolare, si cercherà di coinvolgere nei lavori dell’Hub le piccole municipalità, che coprono la maggior parte del territorio nazionale e saranno al centro dell’evento già in preparazione per il prossimo anno”.
“Il NetworkNature Bootcamp – ha spiegato Gregorio Sgrigna, del CNR IRET – ha trasformato queste riflessioni in un’esperienza operativa di co-progettazione, creando uno spazio di confronto tra ricerca, settore pubblico, imprese e società civile per immaginare e sviluppare percorsi concreti di transizione verso territori più resilienti e inclusivi. La presenza di speaker e partner internazionali ha garantito una visione innovativa e completa sulle materie trattate, favorendo una discussione attenta e partecipata”.
“La NbS Week 2026 – ha dichiarato Giovanni Sanesi, dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro – ha rappresentato un’importante occasione per evidenziare come sia possibile affrontare in modo efficace e sostenibile gli impatti sempre più drammatici del cambiamento climatico”.
La NbS Week ha pertanto rafforzato il ruolo dell’NbS Italy Hub come punto di riferimento nazionale per la diffusione delle NbS, favorendo la costruzione di nuove collaborazioni tra università, enti di ricerca, istituzioni e soggetti del territorio, e promuovendo una visione condivisa delle strategie necessarie per accelerarne l’adozione su larga scala.
I materiali presentati durante la NbS Week, insieme alle fotografie e alla documentazione delle attività, sono disponibili sul sito dell’NbS Italy Hub, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio di conoscenze condiviso durante l’iniziativa e renderlo accessibile alla comunità scientifica, ai decisori pubblici e ai professionisti del settore.

